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Omnia munda mundis

  • 19 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

«Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza». (S. Paolo Lettera a Tito, I, 15).

È nella natura umana vedere negli altri riflesso ciò che siamo: chi è puro sarà portato a vedere il bene ovunque, mentre chi è impuro e infedele vedrà il male tutto intorno a lui.

Alcune citazioni dell’opera “La vita tradizionale è la sincerità” dello Shaykh Muḥammad Tâdilî confermano questa realtà: «tu sei lo specchio dei tuoi fratelli: essi scrutano nel tuo specchio ciò che v’è all’interno». «Se risali all’essenza di un malvagio, troverai in lui, in lotta per emergere, i segni nascosti del Bene. La bellezza [occulta] del malvagio compensa il suo difetto. Non vedrai più in lui né difetti né brutture». «Come dice questa massima dei sufi: “Cerca per tuo fratello settanta scuse, e se non le trovi, rivolgiti verso la tua anima con sospetto e dille: quel che vedi in tuo fratello, è ciò che è nascosto in te!”. Essi intendono dire che se rechi in te del bene, questo appare in loro, e se del bene appare in loro, è quello che è celato in te».

È interessante notare che più l’essere che si osserva è puro e più sarà pulito ed efficace questo effetto specchio; ciò dovrebbe indurre a essere assai cauti prima di giungere a giudizi negativi che potrebbero implicare conseguenze nefaste per chi li emette. Può accadere che esseri particolarmente elevati restino il più possibile nascosti anche per evitare questi effetti negativi su chi, a causa dei propri difetti, sarebbe portato con leggerezza a criticarli pesantemente.

La tendenza a vedere il bene ovunque è in generale un’ottima cosa, e può essere una chiave per verificare la purezza interiore di chi agisce in tal senso. Quest’attitudine però dovrebbe essere abbandonata, e lasciare il posto al rigore in caso di verifica delle qualifiche dei candidati a far parte di un’organizzazione iniziatica, pena il rischio di far entrare al suo interno elementi di disturbo e squilibrio, che rovinerebbero l’armonia necessaria a farne un ricettacolo dell’influenza spirituale. In caso contrario, in seguito, i nodi verranno inevitabilmente al pettine con possibili abbassamenti di livello, dispute, danni e fratture anche gravi.

Quest’ultima affermazione sembrerebbe contraddire il detto paolino ed è quindi il caso di cercare di approfondire la questione: come la pioggia leggera che irrora un terreno fa germogliare sia i semi buoni sia quelli cattivi, permettendo al contadino di distinguere poi il buon grano dalla zizzania ed estirpare quest’ultima; così chi riveste una funzione tradizionale - agendo come canale dell’influenza spirituale - si comporta come un reagente, che porta alla cristallizzazione degli aspetti positivi e alla precipitazione di quelli negativi degli elementi che vengono in contatto con lui. In altri termini la sua presenza fa emergere le peculiarità profonde degli esseri consentendone poi la cernita.

Questo avviene anche quando, vedendo riflesso negli altri il bene che è dentro di lui, sia indotto in un errore di valutazione; errore che per misericordia divina diviene anch’esso funzionale a un’azione provvidenziale di setacciatura, a conferma della veridicità del detto Omnia munda mundis.

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