top of page

Una considerazione sull’élite intellettuale

  • ilsufismo
  • 30 nov 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

 

Vi sono molti rischi legati a una cattiva comprensione della dottrina tradizionale e uno dei temi più pericolosi è quello che concerne “l’élite intellettuale”. 

L’espressione “élite intellettuale” può essere utilizzata per indicare l’insieme degli esseri che sono in uno stato di coscienza di prossimità con il centro del mondo, prossimità più o meno accentuata a seconda dei contesti in cui viene utilizzata questa espressione.

Questo concetto, se mal interpretato, induce l’essere a gonfiarsi anziché subordinarsi totalmente allo Spirito.

L’avvicinamento al centro avviene nella misura in cui l’iniziato ha perfezionato la propria condizione di servitore verso il proprio principio; e l’identificazione dell’essere con il centro avviene proprio quando egli cessa di essere in uno stato di coscienza individuale, avendo sottomesso integralmente la propria volontà a quella divina. È solo ponendosi nel punto più basso che l’essere può riflettere pienamente quello più alto.

Il desiderio di far parte dell’élite intellettuale, in modo individuale o collettivo (in quanto somma di individui)  è quindi una contraddizione in termini. Il problema è che spesso è proprio questa ambizione ad essere una delle motivazioni che spinge a bussare a una via iniziatica, anziché quella di avvicinarsi al proprio principio per servirlo sempre meglio. Questa idea errata deve quindi essere preventivamente rettificata se si vuole realmente avanzare nel proprio cammino spirituale.

Per innalzare costruzioni imponenti e maestose è necessario prima aver scavato profonde e solide fondamenta; per essere elevati come i cieli bisogna prima aver imparato a essere umili come la terra.

Post recenti

Mostra tutti
Individuo e funzione tradizionale

Le funzioni tradizionali sono ricoperte da individui che si susseguono nel tempo e, ognuna al proprio livello, rappresentano in qualche modo o aspetto il profeta o il capostipite che ha ricevuto e tra

 
 
 
L'erba del vicino

Nei precedenti interventi abbiamo visto da una parte come ogni iniziato sia chiamato a lavorare simbolicamente al proprio giardino, dall’altra l’importanza dell’osservare il prossimo in quanto specchi

 
 
 
Omnia munda mundis

«Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza». (S. Paolo  Lettera a Tito , I, 15). È nella natura umana vedere negli a

 
 
 

Commenti


bottom of page