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  • ilsufismo
  • 18 nov
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 20 nov

La dottrina islamica distingue chiaramente due parti.

Una - denominata sharîah - è esteriore e propriamente religiosa, è aperta a tutti e si occupa degli aspetti sociali e legislativi; l’altra è esoterica, la haqîqah, che è conoscenza pura destinata a pochi: essa dà alla precedente il suo significato superiore e profondo ed è la sua vera ragion d’essere. L’esoterismo a sua volta comprende non solo la haqîqah, ma anche i mezzi che permettono di raggiungerla; l’insieme di tali mezzi è detto tarîqah, «via» o «sentiero» che dalla sharîah conduce verso la haqîqah. Se rappresentiamo la sharîah come una circonferenza, la tarîqah sarà … il raggio che la congiunge al centro, dove risiede la haqîqah; vediamo allora che a ogni punto della circonferenza corrisponde un raggio, e che tutti i raggi, anch’essi in moltitudine indefinita, confluiscono ugualmente al centro.

Si può dire che questi raggi sono altrettante turuq adatte agli esseri che sono «situati» sui diversi punti della circonferenza, secondo la diversità delle loro nature individuali; per questo si afferma che «le vie verso Dio sono numerose come le anime degli uomini»[1].

 

Anche gli occidentali che manifestano un’aspirazione alla conoscenza iniziatica e sono interessati a prendere come base la tradizione islamica devono quindi poter trovare una via conforme alla loro natura e al loro linguaggio.

Questo blog si rivolge proprio a coloro che intendono approfondire la possibilità di percorrere questa strada.


[1] I passaggi in corsivo sono tratti da R. Guénon, L’esoterismo islamico, Cahiers du Sud, 1947.

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