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L'erba del vicino

  • 21 dic 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Nei precedenti interventi abbiamo visto da una parte come ogni iniziato sia chiamato a lavorare simbolicamente al proprio giardino, dall’altra l’importanza dell’osservare il prossimo in quanto specchio delle proprie realtà interiori.

Se ne deduce che può essere utile guardare i giardini dei vicini, per trarre indicazioni su come migliorare la lavorazione del proprio; se però guardare gli altri diventa un fine in sé, porta a far dimenticare il proprio dovere e diviene una pietra d’inciampo.

È come percorrere una strada delimitata da due fossi nei quali bisogna fare attenzione a non cadere.

Il primo fosso consiste nel considerare l’erba del vicino sempre più verde della propria, finendo coll’essere tentati di abbandonare all’incuria il giardino che si possiede per cercare esperienze esotiche in terreni non propri; il secondo consiste nel denigrare sistematicamente i giardini altrui, nell’illusoria presunzione che il proprio sia il migliore, così da ritenere di non dover più lavorare per migliorarlo. In entrambi i casi si perde di vista il proprio dovere, cioè concentrarsi a lavorare con dedizione al proprio giardino con l’obiettivo di perfezionarlo.


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